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Pubblica Amministrazione e Social Network? Si, grazie ma con progetti integrati

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Social Media e URP moderno e al passo coi tempi. Nella Smart City ‘Social is Smart’. e-government a Pozzuoli si può.

Lunedi scorso il caro Riccardo Volpe firma su Pozzuoli Today questo interessante articolo “A Pozzuoli burocrazia tecnologica: i dipendenti sono sui social. Nel gruppo del Polo Culturale di Palazzo Toledo i dipendenti ed il Direttore Zeno rispondono a tutte le domande, curiosità e informazioni“. Come ho risposto su Facebook l’utilizzo dei Social Network nella Pubblica Amministrazione non è una novità e, permettetemi la puntualizzazione, il caso in questione della nostra biblioteca non è proprio un esempio brillante di innovazione tecnologica ma un modo anche un po’ artigianale di rispondere alle esigenze del nostro tempo. Vi sono alcune considerazioni da fare e che sono necessarie ad inquadrare l’argomento.

La pagina ufficiale di un URP fa parte di un processo di comunicazione che deve vedere coinvolta l’intera strategia di comunicazione dell’Amministrazione comunale. Aggiungo a tale proposito che, in qualità di delegato dal sindaco all’Innovazione Tecnologica, ho già stilato una relazione che prevede la realizzazione di una strategia di comunicazione mediante l’uso dei Social Network con area di ascolto e ingaggio del cittadino. Ciò anche all’interno di un piano di upgrade dei Portali Intranet ed Internet del Comune di Pozzuoli che, ad oggi, non rispetta i parametri identificati dalla Legge Stanca relativamente all’accessibilità dei Portali delle Pubbliche Amministrazioni e che prevede un virtuoso processo di creazione di un sistema di DEMATERIALIZZAZIONE DOCUMENTALE. Tale relazione è indirizzata al Sindaco, in quanto io sono in pratica un semplice consulente interno, e per la delega assegnatami lo coadiuvo nell’esercizio di sue funzioni proprie grazie alle mie competenze.

Come è dunque facile intuire, le risorse coinvolte in questo segmento della comunicazione istituzionale devono prevedere una cabina di regia alimentata dai vari uffici al fine di coordinarne la comunicazione e questo è un sistema complesso e vi assicuro che non è affatto una perdita di tempo se fatta in questo modo.

Siamo dunque ora ad un punto fondamentale della questione che coinvolge le risorse umane. Una parte del personale dell’Amministrazione, vuoi perché le nuove tecnologie hanno ridotto i processi, vuoi perché si sono attivate azioni atte ad ottimizzare fasi di lavoro e vuoi per altri motivi per ora non inerenti al caso in esame, può essere percepito da molti come in esubero. Io ritengo che una risorsa umana non sia MAI ridondante per definizione. Nulla è è più prezioso di un dipendente che sia motivato, formato, aggiornato e coinvolto nelle fasi determinanti di relazione con i cittadini. Ecco dunque che si toccano argomenti vitali per una Pubblica Amministrazione che possa essere definita al passo coi tempi. Gli inglesi all’interno delle università, delle Pubbliche Amministrazioni e delle aziende hanno introdotto da anni un concetto molto particolare: “Investor in People“, investire sulle risorse umane deve essere un impegno, un impegno che qualifica e che conduca ad un auspicato ‘Status’ di qualità.

Andrebbe però da chiedersi, ed è lecito farlo, come mai questi dipendenti di cui non conosco il nome siano su FB e come mai non sono stati attivati i filtri del caso. A questo mio interrogative Riccardo risponde che gli impiegati fanno questo lavoro fuori dall’orario lavorativo. Riccardo vuoi dirmi che restano in ufficio, dopo che hanno fatto le loro ore di lavoro e usano i computer e la rete del Comune per rispondere ai cittadini? Oppure mi stai dicendo che tornano a casa e dai loro pc o smartphone aiutano i cittadini? Credo sia chiaro che nessuno dei due scenari sia adatto in un’Amministrazione al passo coi tempi.

Sarebbe forse stato il caso di condividere all’interno questa esigenza al fine di stimolare un progetto certamente più complesso ma di sicuro più efficiente ed efficace. Cosa ne pensate?

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