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Lettera aperta al segretario del PD di Pozzuoli, Mariano Amirante

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Caro Mariano,
guardando i dati delle elezioni primarie qui a Pozzuoli, dove hanno votato solo 1500 persone, ho da fare tre considerazioni: una riguarda i nostri concittadini, una riguarda il tuo operato come segretario del PD di Pozzuoli e la terza più estesamente il rapporto tra politica e territorio.

Per quanto riguarda i nostri concittadini, devo fare loro una lode (seppur relativa), in quanto si sono in ogni caso adoperati per andare a votare, nonostante i seggi fossero poco pubblicizzati e in alcuni casi poco accessibili (tanto per dirne una, la sede del PD di Pozzuoli è contraria ad ogni criterio di accessibilità e pertanto il seggio ubicato presso questo sito non avrebbe dovuto essere allocato in quella sede).

Per quanto riguarda il tuo operato come segretario, e mi dispiace doverlo dire, questa è una considerazione assai critica.
Infatti, oltre al fatto che – come ho detto poc’anzi – i seggi erano poco pubblicizzati e posti spesso in luoghi di difficile accesso o raggiungimento, dei 1500 votanti solo una minima parte erano nostri tesserati.

Detto in altri termini, il grosso dell’impegno democratico per la scelta del nostro candidato alla presidenza della Regione Campania è venuto dalla società civile e non dalla base del Partito Democratico stesso.

Da segretario del PD ritengo – in quanto cittadino e tesserato del PD, prima ancora che da uomo politico – che avresti dovuto impegnarti maggiormente nella mobilitazione dei nostri iscritti, già profondamente sfiduciati dalle diatribe interne al gruppo dirigente regionale, infondendo loro una maggiore speranza e volontà di partecipazione. Può definirsi sufficiente un SMS e una pubblicazione sul sito Web del PD di Pozzuoli dove si informa e non si coinvolge? Dove è andata a finire la voglia di comunicazione dei giovani del nostro partito? Dove è finita la voglia di coinvolgere e accogliere?

Se, come spesso si dice nell’ambito del Partito Democratico puteolano, il nostro principale riferimento deve essere il territorio e, quindi, i nostri concittadini, non capisco perché tu non ti sia impegnato attivamente per coinvolgerli in quella grande giornata di democrazia che sono le primarie. Ricordiamoci che gli iscritti al partito sono persone, prima che tessere, e che desiderano essere coinvolti nelle questioni politiche; lasciarli ai margini (come troppo spesso accade) porta poi agli scarsi dati di affluenza di cui sopra. Come poter altrimenti interpretare i numeri bassi che io personalmente e i miei collaboratori abbiamo registrato a pochi minuti dalla chiusura delle urne?

Sorge quindi spontanea la terza considerazione, sempre inerente la questione politico-territoriale, e che coinvolge anche l’amministrazione: mi sembra infatti che anche i miei colleghi, per quanto anche loro membri del Partito Democratico, si siano evidentemente impegnati molto poco nell’incentivare le persone alla partecipazione ad un atto importante come le primarie per la selezione del candidato presidente della Regione Campania.

In tanti hanno infatti lamentato più volte la distanza tra il governo regionale e i territori (spesso usata come giustificazione per gli scarsi risultati raggiunti in alcuni settori), e mentre si lamentavano si impegnavano fortemente in quella “guerra tra correnti” – che purtroppo affligge il Partito Democratico e che ne aumenta sempre più la distanza dai cittadini, che non vedono più nei politici da loro eletti dei rappresentanti dei loro interessi.

Dove è avvenuto il fallimento? Forse nella boriosità relativa al territorio? Forse nella mancanza di creazione di un processo di condivisione e partecipazione della creazione di un programma da sottoporre ai candidati? Non sarebbe stato forse più giusto e più lungimirante fare tutto prima delle primarie?

In questo senso leggo il dato della poca affluenza dei tesserati – ossia in un drammatico disinteresse da parte della base del Partito Democratico verso i suoi rappresentanti.

Infine, per restare in tema con la questione delle attività del Partito Democratico sul territorio di Pozzuoli, mi interesserebbe sapere – come credo interesserebbe anche molti altri iscritti – a quanto ammonta esattamente il bilancio degli incassi delle primarie, in modo da poter più serenamente progettare eventuali attività o iniziative sostenute dal Partito.

Spero in una pronta risposta, innanzitutto lo spero per i nostri concittadini.

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Primarie Campania 2015 – come si vota e dove nell’area flegrea

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Finalmente il 1° marzo si vota per le #PrimarieCampania.

Partecipiamo tutti a questa grande festa di democrazia, scegliamo chi guiderà la #Campania verso un futuro migliore per i giovani, più stabile per le famiglie, più sicuro per lo sviluppo, più ecosostenibile e più europeo.

Si vota dalle 8:00 alle 21:00 presentandosi nei seggi indicati con documento di riconoscimento e tessera elettorale.

Ecco dove votare a Pozzuoli, Quarto, Bacoli e Monte di Procida:

POZZUOLI

SEZ 1-10 ASS 3 ELIKIA TOIANO

 SEZ 11-22; 31-35; 69 CAF MCL VIA PARINI

 SEZ 23-30 ASS. BOCCIOFILA VIA SEVERINI

SEZ 36-42 ARCO FELICE, VIA CAMPI FLEGREI (ADIACENTE BOB AND CLAIRE)

 SEZ 43-53; 59-66 SEDE PD POZZUOLI P.ZZA DELLA REPUBBLICA 78

 SEZ 54-58; CORSO UMBERTO 1^ 117 (VIA NAPOLI)

 SEZ 67-68 VIA PISCIARELLI (LOCALITA’ AGNANO)

QUARTO
SEDE PD – VIA PIETRA BIANCA,8 TUTTE LE SEZIONI

BACOLI
SEDE PD – VIA G. DE ROSA,78 Sez. TUTTE LE SEZIONI 

MONTE DI PROCIDA
SEDE PSI – VIA PETRARA, 43

Ecco come si vota:

 

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Open Space Technology a Pietrarsa, un’occasione persa per Pozzuoli per scrivere il futuro della Campania

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Sabato ho partecipato all’Officina di #CampaniaInsieme, una grande occasione di incontro ed elaborazione di progetti e programmi nell’ambito di un sistema di “Open Space Technology” – ossia un insieme di tavoli tematici a libera partecipazione in cui si sono confrontati cittadini comuni, associazioni, esperti e addetti ai lavori al fine di elaborare un programma di governo per la Regione Campania che la porti fuori dal pantano in cui viviamo da alcuni anni a questa parte.

I partecipanti venivano da ogni parte della Campania e si sono iscritti sulla piattaforma on-line (officina.campaniainsieme.it) proponendo, già al momento della loro iscrizione, degli argomenti di lavoro e dei temi sui quali discutere. La stampa ne ha parlato con largo anticipo e ha diffuso questa iniziativa di grande partecipazione democratica. È vero, la Campania la si cosruisce insieme. Non potevo sottrarmi da questa opportunità unica, non potevo non aiutare a dire la mia sulla sanità e non potevo non aiutare a stendere dei punti importanti per ricostruire la sanità distrutta dal governo Caldoro. Mi son collegato dunque, mi sono iscritto ed ho chiesto di partecipare. Tanto semplice quanto efficace.

Sarebbe stata una buona occasione, per non dire ottima, di partecipazione e determinazione territoriale per l’area flegrea, soprattutto in tavoli come quelli dedicati al turismo culturale e alle eccellenze campane.

Tra le presenze puteolane vi erano il sottoscritto, che partecipava come esperto del settore sanitario, Carlo Gerundo e Federica Castaldi, invitati dal sottoscritto e che hanno contribuito come esperti ai tavoli di loro competenza.

Che peccato non aver visto politici locali (di Pozzuoli intendo), che peccato non aver incontrato rappresentanti e appartenenti al PD puteolano (al cui interno tanto ci si appassiona al ‘principio della territorialità‘), che peccato non aver intravisto nessun volto della società civile e dell’associazionismo di Pozzuoli e che peccato non aver avuto modo di incrociare qualche componente della nostra Amministrazione.

Mi sono sinceramente dispiaciuto di questo disinteresse tutto puteolano verso questa grande occasione, soprattutto alla luce delle parole spese già nell’apertura della sua campagna da Andrea Cozzolino a favore dell’area flegrea.

Va subito detto che partecipare ai lavori dell’Officina di Pietrarsa non significa dichiarare un voto ma significa semplicemente contribuire a far crescere il proprio territorio. Ancora una volta, lo ripeto, un’opportunità persa perché è stata applicata una vecchia modalità di politica che non ci farà mai andare avanti e che non mi appartiene e non mi appassiona.

In un’ottica di determinazione territoriale nell’ambito della futura Campania sarebbe stata una buona idea partecipare e portare le nostre (di noi puteolani) istanze in loco, ma evidentemente si è preferito un approccio ancor più campanilistico.

A questo punto mi domando quali siano le intenzioni del PD di Pozzuoli verso il prossimo governo regionale: ha intenzione di configurarsi come un soggetto attivo e partecipante, che rappresenti le istanze territoriali dell’Area Flegrea, o vuole restare passivo e “oggetto” di decisioni prese da altri?

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