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Dirigenti Comune di Pozzuoli sotto indagine. Il Sindaco tuteli Amministrazione e cittadini

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+++ COMUNICATO STAMPA

“L’avviso di garanzia inviato ai dirigenti del Comune di Pozzuoli, entrambi in posizioni rilevanti nella gestione dei lavori pubblici, è un problema di cui è opportuno che il nostro Sindaco si occupi immediatamente.”

Queste le parole del consigliere Nicola Della Corte alla luce della permanenza in carica dei dirigenti dopo l’avvio ufficiale delle indagini e la notifica dell’avviso di garanzia da parte della Direzione Distrettuale Antimafia. L’inchiesta, riguardante gare d’appalto per varie opere pubbliche sul territorio puteolano, ipotizza il reato di associazione a delinquere (art. 416) con l’aggravante dell’art. 7 della L. 203/91.

“Per quanto io sia contrario al processo mediatico ed alla dichiarazione di colpevolezza a priori, ritengo che per tutelare i cittadini e l’amministrazione pubblica sarebbe stata opportuna la sospensione immediata dei dirigenti dalle loro funzioni al momento della notifica dell’avviso di garanzia” continua il consigliere Della Corte. “Non posso e non voglio emettere verdetti di colpevolezza, questo è compito della magistratura; ma ritengo sia importante dimostrare che il Comune, come ente, non sia implicato in queste situazioni. Ovviamente, nel momento in cui i dirigenti coinvolti risultassero estranei ai fatti loro contestati dovranno essere prontamente reintegrati al loro posto.”

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Costi della politica. Perché i cittadini devono pagare per politici che non li ascoltano nemmeno?

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Da quando mi avete eletto consigliere comunale ho portato avanti la mia battaglia per il buon funzionamento della cosa pubblica, nonostante le opposizioni più o meno velate da parte di colleghi consiglieri e purtroppo anche del Sindaco che anche questa volta non ha voluto appoggiare una mia idea.

Provengo dal mondo delle imprese, e per me una buona gestione è una gestione partecipata. Nulla funziona se non esiste un collettivo di competenze in cui tutti gli interessati sono coinvolti nelle decisioni che li riguardano: per quanto attiene la politica, si tratta di difendere il diritto dei cittadini a vedere rappresentati i propri interessi in Consiglio Comunale.

In difesa di questi interessi ho condotto varie battaglie in Consiglio, incentrate sull’ideale di una Pubblica Amministrazione comunale che sia modello di buone pratiche europee, ancor più che italiane. Una amministrazione comunale che investe le proprie risorse in modo efficiente, evita gli sprechi, genera ricadute positive sulla città creando opportunità per lo sviluppo. In questi anni come consigliere ho avuto più volte modo di confrontarmi con la farraginosità dell’amministrazione comunale, e con la discrezionalità con cui vengono condotte determinate operazioni.

Voglio portare come esempio di queste mie parole l’iter della mia proposta per la rimodulazione del funzionamento delle commissioni consiliari che dopo due anni e mezzo ancora non ha trovato discussione.

L’iter della proposta

La mia proposta nasce da una considerazione molto “semplice”: riducendo questi incontri, molti dei quali sostanzialmente inutili – e spostandoli in parte anche in orari antimeridiani – si otterrebbe una maggiore efficienza (concentrando gli argomenti in un minor numero di sedute) e un risparmio rilevante per le casse comunali. Parliamo di una somma di denaro notevole e che potrebbe essere reinvestito in altre attività.

Secondo calcoli approssimativi (ed al ribasso), si tratterebbe di un risparmio di 500.000 euro a legislatura – fondi che, come dicevo, potrebbero essere utilizzati in altri progetti in grado di dare nuovo respiro alla città.

Anziani, bambini, disabili e disoccupati, quanti progetti si potrebbero mettere in piedi per i puteolani deboli?

Sto forse dicendo cose da marziano o forse forse a qualcuno non fa piacere che si risolvano i problemi dei cittadini?

Qualche giorno fa, incontrandomi per strada, un cittadino mi ha detto: “Niki quelli (indicando i miei colleghi consiglieri) pensano solo alle loro tasche e a come devono guadagnare sui gettoni di presenza, non se ne f****no di noi, sono tutti uguali“.

Ma io credo ancora che la politica può essere pulita ed al servizio dei cittadini e per questo io resto ancora qui!

Ho presentato questa proposta la prima volta il 28 febbraio 2013, ottenendo anche l’appoggio – formale e informale – di alcuni colleghi consiglieri; la proposta non ha però mai trovato discussione in aula. Dopo questa prima “uscita di scena” della proposta, archiviata senza tante cerimonie un po’ da tutti i colleghi.

Quando bisognava andare al sodo i miei colleghi si facevano scivolare addosso la questione e il Sindaco si mostrava sordo a tutto ciò. Decisi dunque di lasciar passare un po’ di tempo, per vedere se la mia idea sarebbe stata trattata, riconsiderata dai colleghi e messa in discussione una volta per tutte e intanto continuavo la mia attività consiliare sottoponendo altre questioni.

Che ingenuo che sono stato, ovviamente la proposta non ha avuto seguito, e questo mi ha spinto ad interessare alla questione l’intero Consiglio, con una lettera aperta indirizzata ai miei colleghi e al Presidente Russo. Lettera che non ha smosso la mia proposta dal dimenticatoio in cui era stata posta.   >> leggi la mia lettera PDF <<

Questa mancanza di attenzione mi ha spinto, infine, ad adottare un approccio più drastico, presentando una regolare mozione, come previsto dal Regolamento Comunale, in data 23 giugno 2015   
>> leggi qui la mia mozione PDF <<.

Anche questa mozione è rimasta però carta morta o, come sono giunto poi a ritenere, carta straccia. Giusto per essere chiari, informo chi non lo sapesse che, ai sensi del Regolamento, una mozione va istruita entro termini ben precisi.

E questo ci porta quindi al problema fondamentale: L’OPERATO DISCREZIONALE DEL PRESIDENTE RUSSO!

La lettera al Prefetto

Come ho già detto precedentemente, il mio ruolo di consigliere è quello di rappresentare i cittadini e fare sì che l’amministrazione pubblica lavori per loro. Alla luce di quanto è successo, mi sembra evidente che i comportamenti tenuti da alcuni gestori della cosa pubblica a Pozzuoli – come il presidente Russo – fossero eccessivamente discrezionali, forse per semplice ignoranza dei regolamenti, forse per malafede.

Una anziana signora che abita nei pressi del porto mi ha detto: “Nicò, ‘o sindac nun te fa metter scop pecchè cu tte s’anna fa e cose bbone figgurt se dic a chill (il presidente Russo, ndr) e fa parlà e sti cos“. Che potevo risponderle? Ovvio che le ho detto che bisogna avere fiducia ma pensate che mi abbia creduto?

In ogni caso, ho ritenuto opportuno attirare l’attenzione dell’organo preposto alla tutela della democrazia nel nostro territorio, il Prefetto di Napoli, la Dottoressa Gerarda Pantalone, affinché intervenga a garanzia del corretto svolgimento delle operazioni democratiche.
>> leggi la mia lettera inviata al Prefetto di Napoli <<

Ovviamente la stampa è stata informata di ciò
>> leggi il comunicato stampa <<

Le commissioni Consiliari di Pozzuoli costano oltre 866 mila euro ma si potrebbero risparmiarne quasi 391 mila e tutto a beneficio dei cittadini

Le commissioni Consiliari di Pozzuoli costano oltre 866 mila euro ma si potrebbero risparmiarne quasi 391 mila e tutto a beneficio dei cittadini

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Apple. Opportunità per Pozzuoli

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La proposta della Apple di creare un centro per lo sviluppo di App e altre funzioni per i sistemi iOS è da tenere in profonda considerazione, al di là della concretezza o meno dei 600 posti di lavoro promessi.

Si tratterebbe di portare nell’area metropolitana di Napoli un fattore di Apple-Watchformazione e sviluppo del capitale umano di grande rilievo, che potrebbe portare ad aumento del tasso di successo delle start-up nel corso dei prossimi anni.
E questo ci porta a considerare due cose: la prima è la location per questo polo di formazione e sviluppo, e la seconda sono gli effetti a medio-lungo termine.
Per quanto riguarda la location, ho letto di un possibile insediamento dell’unità operativa nel Comprensorio Olivetti a Pozzuoli.
Apple- Il Comune di Pozzuoli proponga la struttura abbandonata del centro commerciale a Monteruscello, 12mila metri quadri che potrebbero diventare nel tempo una sorta di laboratorio ed incubatore per start-up e spin-off per gli stessi ricercatori.

Portare l’investimento della Apple sul territorio flegreo significherebbe – nella migliore delle ipotesi – trasformare la nostra area in un volano per lo sviluppo dell’hi-tech in campania (integrandosi idealmente con gli stabilimenti Alenia già presenti), oltre che fornire un gran numero di posti di lavoro nell’indotto. In altri termini, rivalutare Monteruscello e tutta l’area interna.

Per quanto riguarda gli effetti a medio-lungo termine, un investimento di lungo periodo della Apple favorirà lo sviluppo di infrastrutture di supporto – come l’aumento della banda internet nell’area flegrea e più in generale della Città Metropolitana – e delle infrastrutture tradizionali, come trasporti e simili. Ma per fare ciò, è necessario che ci sia una buona sinergia con la Regione Campania – ente di governo e coordinamento dei progetti regionali – affinché siano create le condizioni per lo sviluppo di imprese innovative sul nostro territorio, adesso con l’aiuto della Apple, un domani con le forze dei nostri giovani.

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