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Esercenti in prima linea per la legalità. La mia solidarietà, Pozzuoli non può e non deve essere un inferno

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Centro storico, Arco Felice, Via Campana e Via Solfatara, non è un esercizio di toponomastica ma un elenco di ferite profonde che marcano il nostro tessuto sociale. Questi sono solo gli ultimi luoghi di un lungo elenco nei quali si sono perpetrate rapine ai danni di esercenti.

La dodicesima rapina di cui è stato vittima il nostro concittadino Gianfranco D’Onofrio è un altro atto vile e violento per il quale auspico che i responsabili siano assicurati alla giustizia quanto prima ma è anche un grande dolore per quella maggioranza di cittadini onesti e che crede nel vivere civile e nella legalità. Ma invito tutti a non abbassare la guardia, il difficile periodo che il nostro Paese sta attraversando non può e non deve portare a giustificare mai tali violenze.

Sono vicino a Gianfranco D’Onofrio, 47enne tabaccaio di Via Solfatara che ha deciso di vendere l’attività di famiglia. Chi non può capire questo atto drammatico, questa rassegnazione colma di tristezza di un uomo che chiama la sua città “un inferno“?

Esprimo la mia solidarietà a lui e alla sua famiglia in questo momento difficile e sono certo che la reazione di tutti i cittadini non sia solo dettata dall’orgoglio ma anche e soprattutto dalla consapevolezza che la legalità la si raggiunge con fermezza e con i piccoli gesti di ogni giorno.

Provo disagio e preoccupazione per un atto che ferisce e offusca il valore di Pozzuoli e dei cittadini onesti. Voglio però che i cittadini sappiano che la nostra Amministrazione ha già programmato interventi per migliorare la sicurezza urbana ed in particolare con il progetto della video sorveglianza, che scadrà ad inizio giugno, si potrà coprire gran parte del territorio puteolano. Queste misure hanno un alto tasso deterrente e consentono alla Forze dell’Ordine di approfondire, spesso con successo, le indagini. Auspico che entro la fine dell’anno al massimo sia tutto operativo.

Io credo in questa Città e credo nella sua parte migliore. Pozzuoli non può e non deve essere un inferno.

Niki Della Corte

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Ripulire e seminare. Per Pozzuoli io ci sono perché Pozzuoli deve Vivere

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Chi vive la città di Pozzuoli non può non aver percepito questo clima strano fatto di sussurri palpabili e appiccicosi come la brina mattutina che si dissolvono non appena il sole impone la sua presenza.

Sussurri intrecciati, accordi che sfumano con la stessa velocità con la quale si realizzano.

Niente di concreto e che sia a favore della nostra città. E allora come non lodare un’iniziativa concreta e diretta di un “puteolano DOC”, come ama definirsi Gennaro Prebenda, presidente dell’Associazione “Pozzuoli Deve Vivere“? Semplice e chiaro il messaggio, con richiami a quello che sarà il nostro impegno primaverile e con i toni e i simboli adatti.

Ripulire la ‘rotonda della Vergogna’, non è solamente un’azione atta a spronare i cittadini che amano e vivono la nostra Pozzuoli ma è un segnale chiaro, una sveglia pungente, decisa e coinvolgente. Domani, 22 febbraio, dalle 9 alle 12 un invito a mettere mani e cuore a restituire dignità non ad un angolo della nostra città ma ad uno dei suoi punti principali, l’uscita della tangenziale di Via Campana dove da anni regna il degrado.

Strappare erbacce, seminare e piantare sono azioni simboliche sì ma anche concrete che accolgo col cuore aperto e con il desiderio di immergermi in questa ‘Pozzuoli del Fare‘.

Invito anche gli amici dell’Associazione #PerPozzuoli a fare altrettanto.

Questo è lo spirito che amo, queste sono le azioni che mi entusiasmano e che voglio seguire con impegno.

 

Per Pozzuoli, io ci sarò, perché Pozzuoli deve Vivere.

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